Quando si sono conosciuti e hanno deciso di fondare la loro startup avevano tutti e tre meno di 30 anni. Tre anni dopo, quel sistema operativo, si chiama Lexroom, sbarca a Roma, dove oggi pomeriggio si terrà l’evento “Intelligenza Artificiale per il futuro della professione forense” con il viceministro Francesco Paolo Sisto, Mario Nobile di AgID, e i rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati di Roma.

I founder, Paolo Fois, Martina Domenicali e Andrea Lonza, si sono conosciuti a Torino, hanno messo a punto la loro creatura a Milano e ora arrivano nella Capitale, o come dicono loro nel «cuore istituzionale del Paese, dove c’è il Parlamento, la Corte di Cassazione, il Consiglio Nazionale Forense, e una delle comunità legali più grandi e influenti d'Italia».

Cos'è Lexroom?

Lexroom è un sistema operativo che usa l’intelligenza artificiale partendo dai dati e non dai Large language model (Llm) generalisti, cioè modelli linguistici progettati per comprendere e generare il linguaggio umano, e quindi anche possibili allucinazioni e risposte plausibili, anche quando non ha le informazioni giuste.

L’intuizione è stata, invece, sviluppare un’architettura data-first, basata su 13 milioni di fonti giuridiche, sempre verificabili, completa di citazioni e pensata per adattarsi alle specificità dei diversi sistemi di civil law (motivo per cui si è espansa in pochi mesi in Francia, Germania, Spagna, Bulgaria).

«È un’infrastruttura capace di dare agli Llm dati giuridici affidabili, aggiornati e verificabili», scandisce Andrea Lonza, 32 anni e Cto di Lexroom. In sostanza: se non c’è la fonte, non c’è la risposta.

L'evoluzione di Lexroom

Intanto, cresce e si evolve: una settimana fa ha acquisito Brocardi.it e ha inserito una nuova funzionalità che integra il Processo Civile Telematico con gli avvocati civilisti che potranno depositare gli atti e seguire l’evoluzione dei procedimenti direttamente sulla piattaforma.

Oggi è stata adottata da oltre 15mila avvocati, conta più di 250 professionisti e questa estate ha superato i 23 milioni di euro di Annual Recurring Revenue (è il valore totale dei ricavi previsti ogni anno ed è una metrica di fatturato utilizzata dalle aziende basate su abbonamento).

Nel maggio 2026 Lexroom ha chiuso un round Series B (raccolta investimenti) da 50 milioni di dollari, guidato dal fondo statunitense Left Lane Capital, portando a oltre 73 milioni di dollari il capitale complessivamente raccolto. Al round hanno partecipato anche Base10 Partners, Eurazeo, Acurio Ventures, Entourage e View Different, la società di investimento fondata da Diego Piacentini, già senior vice president di Amazon e Commissario straordinario per l’Agenda Digitale del governo italiano tra il 2016 e il 2018.

Il futuro del diritto con l'IA

Un passo naturale, dunque, arrivare a Roma che ospita il più grande Ordine degli Avvocati d'Italia (e uno dei più grandi d’Europa) con 32.900 iscritti e, secondo il Rapporto Censis-Cassa Forense 2026, con un volume d'affari che supera i 16 miliardi di euro.

Il mestiere cambia: secondo il Rapporto il 55,3% degli avvocati utilizza già strumenti di IA e la percentuale sale al 70,3% tra gli under 40.

«Il diritto è stato a lungo uno degli ultimi territori a resistere alla tecnologia, e oggi l’intelligenza artificiale lo sta trasformando più in fretta di quanto molti immaginino. Lexroom arriva a Roma per fare ciò che serve in ogni passaggio d’epoca: spiegare, formare, costruire fiducia», dice Mauro Corselli, il Partnership Lead dell’azienda.